Seminare le idee: nuovi punti di vista

Seminare le idee: nuovi punti di vista

Dopo una trepidante attesa, sono stati finalmente svelati i nomi dei nostri illustri speakers.

I relatori si avvicenderanno sul palco del Teatro Olimpico in tre gruppi, ciascuno dei quali sarà legato da un evidente fil rouge che accompagnerà il pubblico nello sviluppo del tema “Planting the seeds” di questa prima edizione di TEDxVicenza.

Il primo nucleo di speakers è responsabile della “semina delle idee” ed è caratterizzato dal concetto di un necessario cambio di prospettiva: vedere le cose da un’angolatura diversa rispetto a quella comune, garantendo una visione davvero aperta e insospettabile.

Ecco chi saranno i protagonisti di questo primo gruppo.


Il futuro sarà il passato

Speaker_Guido Beltramini

Massimo custode della scienza architettonica di Palladio, lo studioso Guido Beltramini inaugurerà, nella monumentale cornice del Teatro Olimpico, l’edizione vicentina del TEDx.

Direttore del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio a Vicenza e futuro visiting Professor all’Università di Harvard, Guido Beltramini, tra gli svariati incarichi, ha curato numerose mostre nazionali e internazionali.
In grado di coinvolgere non solo i cultori dell’arte ma anche i “non addetti al settore”, lo studioso introdurrà il pubblico all’idea per cui l’architettura del passato deve costituire la base da cui far scaturire quella del futuro, attraverso una solida trasmissione di competenze.

Il rischio è un’abitudine

Haley

Dall’arte faremo poi un tuffo nell’avventuroso mondo di Steve Haley.

Capitano per l’US Army della caserma Ederle di Vicenza, una laurea in Matematica all’Università di Padova, Steve negli ultimi anni ha lavorato in Iraq con “Mercy Corps”, un’organizzazione umanitaria che lavora in molti stati, tra cui Egitto e Libia, per alleviare le sofferenze inflitte dal conflitto e aiutare nella costruzione di nuove imprese volte a ridurre la disoccupazione.
Steve, instancabile avventuriero, cercherà di intercettare il lato più temerario degli spettatori, spesso sopito dalla comodità della routine, spiegando quale sia l’importanza di correre il “rischio” in ogni momento della propria vita.

Come posso prendermela con un fiore?

Piratti

Altrettanto rischiosa e rivoluzionaria è l’idea che svelerà Anna Piratti.
Dopo il diploma in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, la sua ricerca artistica spazia ora dall’esperienza pittorica, alle superfici digitali e alle installazioni, arricchendosi dal 2008 di progetti site specific che prevedono un coinvolgimento attivo del pubblico.
Anna delineerà il suo concetto dell’autentica “bellezza”, spiegando la sua ambiziosa teoria di come il bello sia in grado di rafforzare il nostro sistema immunitario, alzando le difese del nostro corpo.

L’educazione non è solo nella scuola

Stern

Ad infrangere i nostri consueti schemi pedagogici arriverà André Stern.
Oltreché musicista e giornalista, è Direttore dell’Istituto “Arno Stern”, laboratorio di osservazione e preservazione delle inclinazioni naturali del bambino. Tale istituto è tuttora co-diretto da Arno Stern in persona, che a 91 anni continua a divulgare in tutto il mondo le sue scoperte in ambito educativo, tra le quali in particolare il Closlieu, spazio di libera espressione creativa.
André è cresciuto senza aver mai frequentato la scuola e darà dunque la sua idea di educazione: banditi i rimproveri e i voti scolastici, l’educazione dei bambini dovrà essere incentrata sullo sviluppo delle naturali inclinazioni di ciascuno di loro e sull’entusiasmo nell’apprendimento quale strumento principe nella loro crescita.

Freedom room:
il design come strumento di liberazione

Cora

Last but non least, il designer Tommaso Corà stupirà la platea con un progetto che porterà ad una riflessione in più ambiti.

Organizzatore di numerosi progetti multidisciplinari di ricerca, design e architettura, ha tenuto lezioni e corsi presso la Parson School di New York, lo IUAV di Venezia, il Politecnico e la Domus Academy di Milano.

La commistione di “interesse per il sociale”, afferente al sentito problema della garanzia del fine “rieducativo” della pena per i detenuti, unito ad un’idea rivoluzionaria nell’ambito del design, è il contenuto del suo progetto di “Freedom Room”, pensato e sviluppato con l’aiuto di un gruppo di detenuti del carcere di massima sicurezza di Spoleto, che Tommaso illustrerà.

Non ci sono ancora commenti. Scrivi il tuo!

Pubblica un commento