“TEDx: Una visione d’insieme”

“TEDx: Una visione d’insieme”

All’inizio era no. Anzi, assolutamente no.

L’incarico di organizzare un TEDx…con persone sconosciute…nel mio già inesistente tempo libero…senza remunerazione…e con un rischio elevato di poter andare incontro ad un fallimento, considerando la mia mania di perfezionismo e le infinite variabili che comporta la messa a punto di un format così importante e stimato.

Ovviamente ho accettato, altrimenti non sarei qui a scrivere questo articolo.

Credo che la scintilla (in questo caso è più adeguato chiamarlo seme) che mi ha fatto cambiare idea, o comunque riconsiderare la cosa, sia stata la definizione di una location e di una data. Era quindi tutto vero, il progetto esisteva e si poteva realizzare. Mancava soltanto racimolare un budget consistente per la produzione dell’evento, cercare sponsor e fornitori, creare i contenuti, ricercare gli speaker, contattarli, confrontarsi con loro per la creazione degli speech, definire un format di comunicazione, un piano editoriale, un piano media e, fondamentalmente, risolvere quella manciata di imprevisti che ogni giorno si accavallano l’uno sull’altro. E il tempo…anche quello sembrava mancare, date le ore passate ad infinite riunioni (talvolta inutili e forzate), per discutere, confrontarsi, scambiare idee e punti di vista spesso diametralmente opposti. Ma credo che sia qui che il seme di TEDxVicenza abbia iniziato a mettere radici. Nelle discussioni e nei confronti. E’ in questi momenti che un gruppo di persone inizialmente sconosciute e scettiche si scopre parte di un team energico e risolutivo come mai avrebbe immaginato all’inizio. E a quel punto l’incertezza si trasforma in energia e l’energia in consapevolezza, condita da una infinita dose di entusiasmo e una piccola dose di sana incoscienza.

All’inizio era “no!”. Ovviamente ho accettato.

Il mio ruolo in TEDxVicenza è quello di art direction, anche se a me non piace definirlo così, troppo pomposo e autoritario. Guardo le cose da un punto esterno e cerco di percepire la visione d’insieme del progetto per vederne l’evoluzione e per saper consigliare i membri dei vari team nel raggiungimento di un risultato sinergico e coordinato. L’attività fin dall’inizio è stata contaminante su più fronti: la selezione di una serie di figure per me fondamentali all’interno del team, la definizione dei punti cardine sulla quale si sviluppa l’evento, la collaborazione con il team partnership per le presentazioni e i coinvolgimenti dei potenziali partner, la ricerca e la selezione degli speaker, la collaborazione con il team social, lo sviluppo del sito web, la creazione dei concept di comunicazione e la sua declinazione in tutti i supporti cartacei e digitali, la produzione dell’evento stesso in collaborazione con il team che segue allestimenti, scenografie e logistica. Il tutto a complemento dell’attività di Benedetta, vero cuore pulsante del team che per prima ha saputo dimostrare che con entusiasmo e dedizione si possono creare cose molto importanti.

Un dovuto ringraziamento infine va al team creativo della mia agenzia che mi ha s(o)upportato nello sviluppo della comunicazione nei vari momenti di delirio (grazie Giuliano Caratti, Sara Ippolito, Chiara Pellizzari, Federico Piccoli, Ileana Renso, Mauro Modenese, Irene D’Agati).

 

A pochi giorni dalla fatidica data X, tutto ciò che mi ero immaginato all’inizio in termini di impegno, dedizione e complessità, era solo una piccola parte se paragonata alla realtà.

All’inizio era no. Anzi, assolutamente no. Oggi non vedo l’ora di iniziare a lavorare alla prossima edizione di TEDxVicenza.

 

Andrea Manticò

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