Quattro cose che ho imparato da un team building outdoor

Quattro cose che ho imparato da un team building outdoor

Come ho già scritto su Linkedin, circa tre settimane fa, ho avuto la fortuna di essere scelto come trainer per condurre un’attività di team building outdoor con i ragazzi di TEDxVicenza. 

Ho imparato moltissimo stando a contatto per quasi tre giorni con queste fantastiche persone. A qualcuno sembrerà insolito leggere queste parole e starà già pensando: “In genere leggo ciò che le persone hanno imparato, non ciò che ha appreso il trainer!”.

Vero, in effetti potrà sembrare strano, ma credo che come trainer in realtà, osservando e guidando il gruppo, si possano imparare moltissime cose, certamente diverse da quelle apprese dai partecipanti, ma altrettanto formative (sono certo che altri colleghi formatori possano confermare).

Un piccolo inciso: per chi non sapesse di cosa si parla quando si nominano TED o TEDx  posso, oltre a suggerire di visitare il sito ufficiale, dire che si parla di un’organizzazione che pianifica eventi intorno al motto “idee che meritano di essere diffuse – ideas worth spreading”.  Innovazione, tecnologia ed intrattenimento sono alcuni dei pilastri attorno a cui si struttura l’attività.

Tornando alla mia esperienza, posso raccontare che, guidando questo gruppo di volontari mossi da una passione senza pari, ho imparato almeno quattro cose.

1. Conoscersi di più è un’occasione rara e preziosa

In diversi momenti dell’attività di team building svolta con questo gruppo (ma, a dire il vero, mi capita quasi con tutti i gruppi) ho notato come persone che già si conoscevano e già avevano lavorato insieme, in realtà avessero ancora molto da scoprire l’una dell’altra.

Creando un setting formativo “fertile” (ovvero un clima generale di disponibilità nei confronti dell’ascolto e del cambiamento) è possibile far sì che le persone si aprano e si raccontino.

Se poi il gruppo è pronto ad ascoltare, allora l’obiettivo è raggiunto pienamente, poiché si sviluppa un processo di “entusiasmo contagioso” che genera nelle persone la voglia di conoscersi di più; in un secondo momento poi, creata questa maggiore vicinanza, nasce il desiderio di aiutarsi e muoversi in modo proattivo per portare un contributo concreto allo sviluppo del gruppo.

2. I Valori guidano e spianano la strada al successo

Nel mio ruolo di trainer e di coach mi è sempre capitato di lavorare con gruppi già formati, già esistenti, e non da creare da zero con l’attività formativa. Per ottenere dei buoni risultati trovo sempre utile ed efficace far parlare le persone in merito a ciò che di buono hanno già fatto insieme.

 Riconoscere infatti i successi già raggiunti, evidenziando i valori che sono stati “faro” o “guida” per le azioni portate a termine con successo, è il primo passo per essere sempre più coscienti delle proprie competenze e potenzialità.

Lavorare poi sull’allineamento di questi valori con le azioni espresse nel pratico diventa fondamentale per far sì che ci sia coerenza tra ciò che il gruppo sente “nelle proprie corde” e ciò che poi viene fatto nella realtà.

3. Concretizzare le idee alimenta ulteriore impegno

Alla base di un’associazione (come TEDx) c’è voglia di fare, c’è passione, ci sono anche degli ideali. Mi sono accorto di aver parlato moltissimo nell’ultimo periodo della parola “impegno” sia con le mie aziende clienti, sia con i miei coachee, persino in casa. Addirittura il mio socio Alessandro ha registrato un video in cui spiega come funziona “il ciclo della motivazione”.

In fondo, ogni gruppo ha voglia e necessità di vedere realizzati i propri obiettivi: una squadra sportiva, un reparto, un’intera azienda. Il gruppo permette di raggiungere risultati a cui il singolo non potrebbe mai arrivare da solo, si sa,  ma per far questo occorre  lavorare su comunicazione, senso di appartenenza, rispetto, perseveranza. Arrivare poi in fondo al progetto e “toccare con mano” i risultati non può far altro che generare ulteriore voglia di rimettersi in gioco. Ad un patto però: che il livello di soddisfazione e di piacere (e non di stress negativo) sia tale da motivare il gruppo a rimettersi in gioco con obiettivi ancor più sfidanti.

4. I gruppi veramente efficaci sanno riconoscere e gestire le complessità

Ed infine…

E’ naturale che in tutti i gruppi prima o poi emergano difficoltà, dissapori, incomprensioni: non sono io ad affermarlo, ma un’autorevole letteratura in merito alla psicologia dei gruppi.

Come sempre accade, il fatto di non negare che le difficoltà esistono e si possono incontrare, è un primo passo per risolverle. Identificando che un problema c’è, lo si può affrontare, capire, esplorare. Solo chi è riuscito a gestire le difficoltà con impegno e determinazione è poi passato ad una fase più “matura”. Questo accade nei gruppi aziendali, di volontari, persino nelle coppie: le più “robuste” hanno saputo riconoscere ed affrontare -con voglia di andare avanti- le criticità.

Nel caso specifico posso dire di aver trovato un gruppo animato da una indomita forza di volontà e che le criticità sinora incontrate sono state gestite nel migliore dei modi: non a caso, questo gruppo è un esempio per molti  TEDx mondiali.

di Federico Mazzucchelli – psicologo del Lavoro iscritto all’albo e Coach. Socio fondatore di QJOB Srl.

Tags:
Non ci sono ancora commenti. Scrivi il tuo!

Pubblica un commento